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venerdì 23 marzo 2012

Le ragazze mordono il venerdì notte di Chloe Neill

15:20 6 Comments
Le ragazze mordono il venerdì notte
di Chloe Neill
Listino: € 15,90
Editore: Delos Books
Collana: Odissea. Vampiri
Pagine: 400
Lingua: Italiano
EAN: 9788865301722
Data uscita: 30/11/2011

Trama (feltrinelli):
«Vampiri a Chicago!» Pensereste che titoli come questo abbiano spinto i cittadini della Città dei Venti a impugnare le armi contro noi demoni succhiasangue. Invece, ci stiamo godendo uno stato di celebrità, che di solito è riservato alle stelle di Hollywood, e schivando i paparazzi, pericolosi quasi quanto gli sterminatori armati di croci e paletti. Non fraintendetemi. Gli umani non sono esattamente elettrizzati al pensiero di vivere accanto ai non morti, ma almeno non hanno preso d’assalto il castello..., non ancora, almeno Tutto questo però cambierà, non appena verranno a conoscenza dei Raves, le feste di massa dove i vampiri radunano gli umani come se fossero bestiame per poi berne il sangue fino ad ubriacarsi. Il mio”master” Ethan Sullivan, vuole che tenga fuori dalla portata dei media gli aspetti meno gradevoli della nostra esistenza. Qualcuno però non vuole che umani e vampiri vivano in pace, qualcuno che nutre antichi risentimenti.

Nel precedente libro 'Alcune ragazze mordono' eravamo rimasti all'arresto di Celina, che ha conseguentemente portato Morgan a diventare Signore del Casato Navarre, e allo sconforto di Merit nell'appurare di essere solo un oggetto per Ethan, un oggetto molto di valore non soltanto per la sua provenienza come famiglia (poichè la famiglia Merit è molto influente a Chicago) ma anche per il fatto di essere incredibilmente forte, e..speciale! Dall'arresto di Celina è passato un pò di tempo, e la vita scorre tranquilla.. se per tranquilla si intende evitare Ethan Sullivan, lamentarsi nel vedere la propria migliore amica 'indaffarata' con il proprio ragazzo nella cucina, allenarsi con quest'ultimo, lavorare insieme alle altre guardie del Casato, e uscire con il nuovo corteggiatore Navarre: Morgan. Ok, magari non è considerabile proprio una vita tranquilla, ma questa specie di tranquillità verrà smorzata da una 'minaccia' da parte di un giornalista che si rivelerà un vecchio conoscente di Merit. Questo ovviamente provocherà non pochi problemi alla nostra protagonista.
La minaccia che verrà inviata al Casato, e di cui si occuperanno Ethan e il capo delle guardie, Luc, riguarda una delle più losche faccende dei vampiri: i rave. I rave vampirici sono dei 'banchetti' in cui i vampiri si riuniscono e mordono gli umani che si presentano. La domanda, ovviamente, sorge spontanea: chi mai potrebbe presentarsi in un posto sapendo di essere il dessert? La risposta è abbastanza semplice: gli umani che pensano che in questo modo possano avere qualche possibilità di diventare dei vampiri loro stessi, o anche quegli umani che vogliono diventare, come dire 'servitori' dei vampiri durante le ore diurne. Questi rave però, non sono leciti, e vengono fatti in segreto dai vampiri; anche se i Signori dei Casati tendono a credere che i proprio vampiri non parteciperebbero mai. Ma chi sono loro per esserne sicuri?! Giustamente però, dopo i recenti avvenimenti, una notizia del genere, ovvero la presenza di questi rave, potrebbe mettere ancora più in cattiva luce i Casati, e rendere gli umani ancora più sospettosi, fino a far nascere una ribellione. Ethan, quindi, astutamente (sia per il lato pratico lavorativo che sentimentale) ha pensato bene di invischiare in questa situazione la sua Sentinella, usando i suoi contatti 'umani' in modo tale da arrivare al giornalista che si pensa (perché è stata una soffiata anonima) possa voler rovinare il Casato. Tale giornalista è Jamie Breckenridge, il fratello minore di Nick, l'ex ragazzo di Merit del liceo, che adesso è un importante giornalista, nonché componente di una delle famiglie più importanti di Chicago e anche amiche dei Merit. Merit, così, si ritroverà ad affrontare i genitori per poter essere 'rabilitata' alle feste fatte dai ricchi signori, portando con sè il suo affascinante Signore; ed inoltre toccherà loro ammettere ciò che sta succedendo con il padre di Merit. Ad una di queste serate a casa dei genitori di Merit, Ethan e Merit scopriranno che i Breckenridge, hanno ricevuto minacce verso il minore dei fratelli, Jamie; ciò ovviamente farà sorgere molti dubbi. La soffiata anonima ricevuta al Casato Cadogan c'entra sul serio qualcosa con il fratello di Nick e con i rave? E chi avrà mandato queste minacce a Nick? Che le due cose siano collegate?! Ebbene sì. Nick Breckenridge sapeva dei rave, ma l'odio che prova verso i vampiri non è affatto dovuto a questo, bensì al fatto che lui e la sua famiglia sono nientepopodimenoche (lo so, lo dico spesso xD) dei mutaforma! E i mutaforma non vanno proprio d'accordo con i vampiri, tutt'altro!! Ma chi mai vorrebbe far rinascere, o meglio infervorare gli animi dell'uno e dell'altro, portandoli allo scontro?? Celina, forse?! Che lasciata libera da GP vuole vendicarsi del Casato Cadogan?? Beh, indirettamente sì:  uno delle guardie di Ethan, convinto del pensiero di Celina che i vampiri dovessero comandare sulle altre 'razze' aveva fatto la soffiata anonima e la minaccia ai Breckenridge , portando così scompiglio; peccato che sia stato scoperto dal grande genio dei pc: Jeff!! Il coinvolgimento di Jeff, ovviamente 'riappacifica' un pò le cose, perché mostra come vampiri e mutaforme possano collaborare insieme. E ciò viene infatti visto di buon occhio dall'alfa dei mutaforme: Gabriel ke chiederà a Ethan, ma più a Merit di proteggere lui e la sua famiglia durante il soggiorno a Chicago.. ma questo è un altro libro :)
Ma andiamo invece alla parte 'succulenta'!! Il rapporto tra Merit ed Ethan. Beh, dopo averla lasciata nelle mani di Morgan, il loro rapporto si è molto raffreddato, ma come ho già detto: Ethan furbamente ha immischiato Merit nella questione, approfittandosi così di serate di gala per farsi più vicino a lei. Merit intanto però, si trova in difficoltà: più o meno impegnata con Morgan si trova a dovergli mentire per questioni del suo Casato e passare del tempo da sola con Ethan, per il quale prova un'attrazione irresistibile dalla quale non può scappare, portandola così ad avere con lui un intenso momento in biblioteca. Momento che la farà mooolto sentire in colpa, poichè fino a ore prima aveva accusato Morgan di pensare male di lei, e adesso invece era caduta tra le braccia del suo Signore. Presa da questi sensi di colpa discuterà con Morgan, chiudendo la loro pseudorelazione in malo modo. Ma come si dice, i mali non vengono mai da soli: appena finito di discutere con Morgan, Merit si ritroverà faccia a faccia con una nostra conoscenza. Celina. Venuta per creare nuovi problemi, ma questa volta utilizzando proprio Merit. Mi ero dimenticata di dire che Merit sia in questo, che nel libro precedente, ha un certo problema con la sua parte 'vampira': lei, la vampira, è come se fosse un suo alter ego che nei momenti di paura o eccitazione prende il sopravvento, lasciando uscire una forza incredibile ma anche la parte meno razionale di Merit. Utilizzando proprio la rabbia dovuta allo scontro con Morgan, al fatto di essere divenuta una vampira contro la sua volontà, e dopo aver dato un bel calcio a Merit in modo tale che abbassasse le sue difese e che potesse utilizzare la sua forza soggiogatrice, Celina ha fatto in modi di far uscire proprio la 'vampira Merit', la quale dopo essersi ripresa dal calcio si è avventata sul suo Signore, ingaggiando così con lui una vera e propria battaglia all'interno del Casato. Fortunatamente però, nel momento in cui la situazione stava deteriorando, interviene Mallory che con una 'palla di luce' fa svenire Merit, riportando tutto in ordine, per così dire. Durante lo stato di incoscienza, avviene però qualcosa di inaspettato: Merit completa la trasformazione di vampira. Quando Ethan aveva avviato la trasformazione su Merit, l'aveva drogata per evitare che sentisse il dolore che avrebbe causato tale modifica nei tre giorni avvenire, poiché non avendo potuto chiederle il consenso non voleva che soffrisse per una scelta non sua. (dico, ma non lo devo amare!? *-*) Ciò però non aveva consentito al corpo di Merit di apportare le giuste modifiche, lasciandola così a metà dell'uno e dell'altro.
Svegliatasi nella vecchia camera, Merit trova Ethan, con il quale discute di ciò che avvenuto (tralasciando il fatto che durante la semincoscienza lei avesse bevuto da lui, e a lui fossero diventati gli occhi argentei!!), e di ciò che la aspetta dopo aver attaccato il suo maestro, preoccupandosi di essere bandita dal Casato. Ovviamente Ethan non avrebbe mai preso una decisione del genere, ma con il suo senso ironico molto particolare ha dato una punizione a Merit molto ma molto personale. Merit sarà la Responsabile degli Eventi Sociali del Casato Cadogan.
Devo dire che questo libro mi è piaciuto un pò meno rispetto al precedente, ma non per la trama o per la fuidità della scrittura; bensì per il fatto che ci sono state molte scene in cui avrei preso volentieri a testate Merit!! Soprattutto quando litiga con Mallory -.-'' Ma devo comunque ammettere che le scene con Ethan mi sono piaciute un sacco, e a malincuore anche la scena a casa di Mallory con Morgan.. E mi è piaciuta davvero tanto quella in cui attacca Ethan!! Ahahah beh, ci voleva..!! Era troppo frustata povera ragazza!! A questo punto, non posso che consigliarvi di leggerlo!! :)

''...Morgan e Catcher si scambiarono un saluto prettamente maschile, che consistette in un simbolico cenno del capo da parte di Catcher (del genere: adesso sei nella mia lana”) e in un cenno di risposta di Morgan (del tipo: “è chiaro che sei tu il re del castello”).''

''Sai, un tempo Merit danzava... danza classica... ma poi è rinsavita. A proposito, non ho idea di quali stranezze piacciano ai vampiri, ma se ti è possibile, stai alla larga dai suoi piedi. - Mallory Carmichael! - Cosa c’è? Danzavi sulle punte. Succede. - Puntellai un gomito sul tavolo e abbandonai la fronte su una mano. Scommetto che quello era il modo in cui sarebbe andata la mia vita se mia sorella Charlotte e io fossimo state più legate... il genere di intima umiliazione che soltanto fratelli e sorelle potevano infliggere. Per il meglio o per il peggio, a Dio piacendo, in salute e malattia, Mallory era per me una sorella.Una mano mi accarezzò la schiena, e Morgan si protese verso di me. - È tutto a posto, piccola - mi sussurrò all’orecchio. - Mi piaci ancora. - Al momento, non è un sentimento reciproco - dichiarai, elargendoli un’occhiata sardonica. Mmm-hmmm - borbottò, poi tornò a girarsi verso Mallory. - Quindi la nostra ex-ballerina aveva una passione per i musical. - Non tanto per i musical, ma per lo stile. Tieni in mente che è andata alla NYU, poi a Stanford, e infine si è ritrovata di nuovo qui a Chicago. E la nostra Merit amava la Grande Mela. La vita nella Città Ventosa è un po’ più simile a quella di New York rispetto alla California, ma è comunque molto diversa dal poter fare una passeggiata nel Village. Tuttavia, Merit ha deciso che poteva trovare una compensazione, con il vestiario. Così quell’inverno ha cominciato a indossare fuseau, grossi maglioni sformati, e a portare sempre una sciarpa. Non usciva mai di casa senza avere una sciarpa drappeggiata tutt’intorno. E aveva un paio di stivali marrone al ginocchio che portava tutti i giorni. Era la sua tenuta da “ballerina chic”. - Mallory si assestò sulla sedia invitando con un dito Morgan e Catcher a fare altrettanto. Entrambi la assecondarono manifestamente affascinati. La ragazza sapeva come lavorarsi un pubblico. E poi c’era il basco - aggiunse. Tutti e due si ritrassero con un gemito. - Come hai potuto? - chiese Morgan, con un finto senso di orrore smentito dalla risata che minacciava di lasciarsi sfuggire. - Un basco, Merit? Sul serio? - Non mi creerai più problemi - dichiarò Catcher. - Adesso ti ho in pugno. - Presi un pezzetto di salmone, masticai con cura, poi agitai la forchetta verso di loro. - Siete tutti sulla mia lista nera. Tutti quanti.  - Morgan emise un sospiro soddisfatto e finì di bere il vino. [...] Dunque, vediamo... scommetto che non ti ha parlato del cassetto segreto, in cucina. A proposito, visto che sei qui, potresti svuotarlo. - Morgan si raddrizzò sulla sedia e guardò alle proprie spalle, verso la porta della cucina. - Un cassetto segreto? — ripetè, spostando l’attenzione su di me e inarcando le sopracciglia. — No — fu la mia risposta, rapida quanto veemente. Lui spinse indietro la sedia. — Morgan, no. - Era già a metà strada dalla cucina prima che riuscissi ad alzarmi a mia volta, ridendo nel corrergli dietro. — Morgan, fermati, dannazione. Stava scherzando. - Quando lo raggiunsi, stava aprendo tutti i cassetti. Gli balzai sulla schiena e gli passai le braccia intorno alle spalle. — Stava scherzando! Lo giuro! Mi aspettavo che mi scrollasse di dosso, ma lui rise, si passò le mie gambe intorno alla vita e continuò a cercare. [...] Lui aprì un ennesimo cassetto, e si immobilizzo. — Santa merda. — Posso spiegarlo — sospirai, scivolando dalla sua schiena. Lui aprì del tutto il cassetto... un vano lungo e piatto destinato alle posate d’argento, e fissò il suo contenuto a bocca aperta, prima di girarsi verso di me. — C’è qualcosa che vuoi dire? — I miei genitori non mi permettevano di mangiare dolci? — suggerii, mordicchiandomi il labbro inferiore. Morgan allungò la mano e afferrò una manciata di ciò che il cassetto conteneva... barrette di cioccolato, sacchetti di ciliege rivestite di cioccolato, cioccolatini ripieni, lecca-lecca di cioccolato, conchiglie di cioccolato, biscotti di zenzero a forma di albero di natale e rivestiti di cioccolata, un Twinkie coperto di cioccolato bianco, caramelle al cioccolato, un po’ di cacao e un toblerone lungo trenta centimetri. Mi guardò, cercò di non ridere e questo lo portò a emettere un basso verso strozzato. - Quindi compensavi quella privazione? [...] Le nostre labbra si erano appena sfiorate, quando una voce ruppe il silenzio. Vorresti smettere di palpeggiare la mia Sentinella?''

''Quando si ritrasse aprii gli occhi e lo guardai... fissai quelle pupille sgranate, intense e di un verde assurdo. Era così bello. con lo sguardo puntato su di me, il desiderio scritto sul volto incorniciato dai capelli biondi, con quegli zigomi perfetti e una bocca che avrebbe indotto in tentazione anche una santa. Merit — disse con voce rauca, poi appoggiò la fronte contro la mia, chiedendo il mio consenso, il mio permesso. Non ero una santa. Con gli occhi sgranati, presi una decisione e mandai al diavolo le conseguenze. Annuii.''

''È stupido, lo so, ma ho questa fissazione, questa idea, la stupida idea che sia una sorta di “Mister Darcy” , che possa cambiare e tornare da me. L’idea che una notte alzerò lo sguardo e lui sarà lì e dirà: “Eri tu, sei sempre stata tu". Mallory rimase in silenzio per un momento. - Forse - suggerì poi, in tono basso e gentile, - il genere di uomo degno del tuo tempo è quello che c’è dall’inizio, che ti vuole dall’inizio. - Lo so. Voglio dire, lo capisco a livello intellettuale... [...] La guardai... guardai la mia migliore amica, e non le dissi quello che avevo fatto. Che avevo sperimentato di nuovo parte del cambiamento, e che nella caligine della sete di sangue, avevo accettato il sangue di un altro. Il suo sangue. Di Ethan. E che era stato come tornare a casa. Era qualcosa che non ero neppure in grado di cominciare ad affrontare, a elaborare.''


martedì 13 marzo 2012

Alcune ragazze mordono di Chloe Neill

15:00 2 Comments
Alcune ragazze mordono
di Chloe Neill
Listino: € 15,90
Editore: Delos Books
Collana: Odissea. Vampiri
Pagine: 350
Lingua: Italiano
EAN: 9788865301456
Data uscita: 29/06/2011

Trama (feltrinelli):
Dopo aver vissuto nell’ombra per tanti secoli, i vampiri decidono di rivelare la loro esistenza al mondo: Essi sono riuniti in “Case”e si governano con un sistema del tutto simile a quello feudale: ogni Casa ha un Signore (Master) a cui tutti i vampiri appartenenti a quella casa devono giurare fedeltà e sottomettersi. A ventisette anni Merit viene trasformata in vampiro dal Master della Casa dei Cadogan. Merit deve adattarsi alla sua nuova vita notturna e ai suoi nuovi immensi poteri, che fanno di lei uno dei vampiri più potenti del mondo; inoltre deve integrarsi nella Casa, di cui diventa la Sentinella. In un momento molto delicato, sotto la minaccia di una guerra tra vampiri e tra vampiri e umani, Merit deve proteggere il suo clan e il suo Master terribilmente sexy, diventando allo stesso tempo un’importante liason tra il mondo sovrannaturale e quello umano.

Bene. Ho comprato questo libro proprio dopo la sua uscita, e come tutti i libri che mi hanno appassionato l'ho letto tutto di un fiato, appassionandomi, ovviamente alla 'storia' tra Merit ed Ethan.. Ma devo dire che rileggendolo, la settimana scorsa, mi sono accorta che dopotutto non mi trovo così contraria verso l'altro spasimante di Merit: Morgan. Ma andiamo con calma! Merit, ventisettenne studiosa di lettere e storia, a un mese di distanza dalla rivelazione del secolo (l'esistenza dei vampiri), viene attaccata da un vampiro mentre attraversava il suo campus; mentre sta per morire il capo del Casato Cadogan, Ethan Sullivan, le presta soccorso, trasformandola in vampiro. I vampiri qui, a differenza delle altre storie, non sono morti, sono solo 'modificati geneticamente', è come se nel loro corpo si avviasse una trasformazione che affina alcuni sensi, permettendo loro di diventare i predatori all'inizio della catena alimentare. Ed è una mescolanza tra gene e magia, poiché quando sono stimolati da forte emozioni (che gli fanno diventare gli occhi argentei e allungare i canini) emanano magia; pur però non riuscendo a 'gestirla'. Coloro che invece canalizzano la magia, non dagli elementi, ma dal proprio corpo stesso, sono i maghi. Trasformata in vampira, dopo tre giorni (serviti a completare la trasformazione) Merit viene riportata a casa, dove abita con la migliore amica, Mallory, la quale è nientepopodimenoche una maga di quarto livello (il più alto ovviamente, u.u, ma che ancora non sa di esserlo), accompagnata da Helen: la vampira della casa Cadogan che si occupa dei nuovi arrivati e delle relazioni al di fuori della casa. Helen spiega loro la situazione, e affida a Merit il Canone, il libro che racchiude tutte le informazioni sui Casati, e sui comportamenti dei vari vampiri che ne fanno parte, nonché ruoli, e giuramenti da fare al proprio Signore per poter entrare nel Casato, in questo caso quello Cadogan. Tale libro inoltre da anche veloci informazioni sugli altri esseri soprannaturali, quali ad esempio maghi, mutaforme, o ninfe! Da qui inizia la lunga avventura di Merit, la quale si ritroverà in un 'mondo' che mai avrebbe immaginato, e a vivere una vita che sicuramente non avrebbe pensato di poter vivere. Nel corso della storia si vedrà il pessimo rapporto con i genitori, arrivisti sociali che non danno importanza se non al potere e ai soldi, soprattutto il padre; e al magnifico rapporto con il nonno, il quale si scoprirà essere il Difensore Civico, ovvero il capo di una squadra composta da altre tre persone che hanno il compito di risolvere le 'questioni soprannaturali'. Tra i componenti di questa squadra abbiamo un vampiro (che non si sa chi sia poiché rimane nell'ombra), un mago, Catcher, anch'esso di quarto livello, ma buttato fuori dall'Ordine (ovvero una specie di grande casato per i maghi), con un pessimo carattere ma un fantastico corpo, che farà innamorare di se Mallory, e a sua volta  innamorandosi perdutamente, o per meglio dire appassionatamente di lei; e il mutaforme granmago di computer Jeff, il quale invece prenderà una bella cotta per la nostra Merit. 
E per quanto riguarda Ethan Sullivan, vi starete chiedendo voi?! Beh, per quanto riguarda il rapporto con il Signore del Casato, sarà molto, ma molto burrascoso! Il primo incontro, difatti, sfocerà in uno scontro davanti a tutti i vampiri del Casato, dove Ethan scorgerà la promettente forza della neovampira, affidandola così proprio a Catcher, il quale la allenerà in uno dei tre principali 'poteri' dei vampiri: la Forza (gli altri sono Psiche, e la capacità di stipulare amicizie o cose del genere, un potere politico va'!). Dopodiché vi sarà un altro 'scontro', ma molto più..sexy: la prima fame di Merit. La quale presa alla sprovvista dalla fame attaccherà Ethan, in modo molto sensuale, cercando di morderlo; tale scontro terminerà con una proposta ritenuta indecente da Merit, ovvero diventare l'amante di Ethan. Chiamatelo fissa! Dopo questo 'scontro-incontro', i due cercheranno di evitarsi, ma la cosa risulterà molto difficile, soprattutto perché alla cerimonia di giuramento e sottomissione, Merit darà prova di una grande forza anche psichica (poiché si opporrà alla volontà del suo Signore) dando così l'opportunità ad Ethan di proclamarla Sentinella del Casato; ovvero parte delle guardie che stanno ai più alti livelli.
Ma, come in ogni storia che si rispetti, vi è un 'terzo incomodo' ed un nemico. Per quanto riguarda il 'terzo incomodo' è Morgan del casato Navarre, secondo del casato, che si prenderà una vera e propria cotta per Merit, e che le farà una proposta di corteggiamento ufficiale davanti i vampiri del casato Cadogan e ad altri vampiri del casato di Scoth, e ad alcuni fuoricasta. E cosa avrà mai risposto Merit a questa proposta?! Beh, sfortunatamente per me, per lei, e per chi ama la relazione con Ethan, risponderà sì. Ma non per sua scelta, fortunatamente, poiché sarà proprio Ethan a dirgli di accettare la sua proposta (attraverso il pensiero, poiché vampiro e mastro possono parlarsi mentalmente; anche se non capisco per quale motivo anche Morgan riesca a farlo con Merit O.o), guardando di buon occhio la possibile amicizia che sarebbe potuta nascere tra i due casati in questa maniera (anche perché il casato Cadogan permette ancora di bere ai suoi vampiri dagli umani se questi glielo permettono, mentre il casato Navarre beve solo dalle sacche di plastica).
Per quanto riguarda invece il nemico, è... il Signore del Casato Navarre, Celina. La quale è stata colei a rivelare attraverso un'intervista l'esistenza dei vampiri, e colei che aveva fatto attaccare Merit da un vampiro, il quale però avrebbe dovuto ucciderla, così come aveva fatto per altre due ragazze. L'obiettivo di Celine era quello di fare incolpare degli omicidi gli altri due Casati di Chicago (in totale sono dodici, ma a Chicago ve ne sono solo tre: Cadogan, Navarre e Grey), e i fuoricasta, in modo tale da rimanere l'unico casato a Chicago e poter portare avanti il progetto di diventare...mmm..come si dice in questi casi!? Uh, sì! Padrona del mondo! Lo so, è un classico. Ma un pazzoide con manie di protagonismo serve sempre in un libro di azione.
Beh, a questo punto, sapete cosa vi aspetta in linee generali, forse in modo un pò confuso.. ma sapete qual'è l'unica maniera per renderlo meno confuso e chiarirvi le idee??? Leggerlo.

''Ethan ringhiò, ma non si mosse. Rimase dov'era sotto le mie labbra, in un atto di silenziosa sottomissione. Compiaciuta, gli cinsi la vita con le braccia. [...] - Ethan — quasi ringhiai, mentre gli sfioravo l'orecchio con la lingua, ignorando i miei stessi avvertimenti interiori. - Luc, dovrai farlo tu... io non... - gemette Ethan... un suono tanto denso da poterlo toccare.. mentre gli disseminavo il collo di baci. - Non mi nutro da due giorni. Merit, ti devi fermare. - Dal momento che nel parlare si stava stringendo contro di me, le sue parole mancarono di convinzione.''

''Allora cosa vuoi che dica? - ritorse, con voce bassa e intrisa di potere. - Che volevo che mi assaporassi? Che ti desidero, anche se sei cocciuta, sarcastica, del tutto incapace di prendere sul serio la mia autorità e manifestamente irrispettosa? Credi sia questo ciò che sceglierei? - Non voglio niente da te - risposi, con voce sommessa, che suonava stranamente lontana. - Bugiarda - mi accusò, abbassando la bocca sulla mia. Mi baciò, e il circuito tornò a chiudersi. [...] e solo dopo essermi ripromessa che non lo avrei toccato mai più, risposi al bacio, lo ricambiai, succhiando la lingua che mi veniva offerta, rispondendo con uguale moneta ai suoi piccoli morsi. Pareva che non potessi farne a meno, non potevo non baciarlo. Aveva un sapore così buono, un odore buono. Era paradisiaco, un raggio dorato nell'oscurità soprannaturale che mi avviluppava, ma quella non era una cosa che si poteva attribuire alla magia, era molto più primitivo e potente... era desiderio, nella sua forma più basilare.''

''Dovrei... cosa? Sentirmi lusingata che pur non trovandomi simpatica tu sia disposto a sacrificarti pur di infilarti nei miei pantaloni? - Dilatò le narici, e una piccola linea gli apparve fra le sopracciglia. - Sei grezza.''

''Hai detto "stregone"! Stregone! - esordì, indicando verso la palestra. - Quello non è uno stregone. [...]- Che aspetto ti eri immaginata che avrebbe avuto? - Sai... vecchio, avvizzito. Con una lunga barba bianca. Lunghe vesti logore. Adorabile, intelligente, ma una sorta di distratto professore. - Ho parlato di uno "stregone", non del Preside Dumbledore di Harry Potter - sogghignai. - Le cose potrebbero andare peggio, lui potrebbe essere un arrogante vampiro con quattro secoli di vita alle spalle, che ha deciso di fare di te il suo più recente progetto. - Mallory esitò per un momento, poi mi batté un colpetto sul braccio. - Vinci tu. Quello è peggio - ammise.''


sabato 18 febbraio 2012

Il diario del vampiro - La messa nera di Lisa Jane Smith

22:07 0 Comments
Il diario del vampiro - La messa nera
di Lisa Jane Smith
Listino: € 12,90
Editore: Newton Compton
Collana: Narrativa
Pagine: 224, rilegato
Lingua: Italiano
EAN: 9788854114463
Data uscita: 16/04/2009

Trama (feltrinelli):
Non c'è più traccia di Stefan e Damon da quando è scomparsa la bellissima Elena, l'amore che ha unito e diviso i due fratelli vampiri. Intanto Caroline è decisa a riconquistarsi le sue vecchie amiche: Bonnie, dotata di poteri paranormali, e la risoluta, sfuggente Meredith. Ma Bonnie sa che qualcosa sta per accadere. Sente che l'immane forza malvagia che ha già seminato tanto terrore sta tornando. Altro male sta per abbattersi sugli abitanti di Fell's Church, un male inaudito: l'Altro Potere si prepara a mietere nuove vittime, e i nostri giovani eroi dovranno combattere una dura battaglia in cui, per fermare in tempo il male, dovranno essere pronti a tutto, Anche a mettere da parte le passioni personali, così brucianti e così distruttive.

FANTASTICO.
INCREDIBILE.
COMMOVENTE.
EMOZIONANTE.
TERRIFICANTE.
PAUROSO.
Non trovo abbastanza aggettivi per poter spiegare come è stato questo ultimo libro. Nessuna di queste parole può minimamente contenere ciò che mi ha fatto provare. Ma ce n'è una che può descrivere il mio stato d'animo alla fine del libro: GIOIA.
Il libro inizia che sono passati sei mesi dalla morte di Elena: Stefan è a Firenze con Damon per mantenere la promessa fatta ad Elena di prendersi cura l'uno dell'altro; e la vita scorre di nuovo tranquilla a Fell's Church;   fino a quando Bonnie non sogna Elena che l'avverte di un nuovo, terrificante, imminente pericolo, chiedendo all'amica di chiedere aiuto all'unico che potrebbe proteggerle: Stefan. Così Stefan, richiamato da un incantesimo di Bonnie, fatto con Meredith e Matt, torna in città con Damon, e scopre ciò che ultimamente è successo: Sue cccc è morta; brutalmente uccisa da un qualche Potere, che intende fare una seconda vittima: Vicky Bennet. Tocca a Stefan con l'aiuto di Bonnie, Meredith, Matt, ed inaspettatamente di Damon, a risolvere la questione: capire chi è questo enorme e brutale Potere, e proteggere Vicky e chiunque altro possa essere in pericolo. Ed una parte dei presupposti riescono a mantenerli: Stefan grazie al diario di Honorya Fell e altri scritti, scopre chi sia il 'leccapiedi' usato dal Potere per commettere l'omicidio di Sue: Tayler Smallwood; alleatosi con il Potere per poter avere la sua eredità impressa nel dna: la licantropia. E grazie a Tayler riescono a scoprire chi ci sia dietro questo grande pericolo: Klaus, l'originario che creò Katherine, e che ha ucciso Sue. E Vicky. Ma dopo la morte di Vicky, l'equilibrio nel gruppo si rompe: Stefan è infuriato con Damon perché avrebbe dovuto fare la guardia alla casa di Vicky, avrebbe dovuta  proteggerla, e invece è morta; e Stefan non riesce a non sentirsi in colpa per essersi fidato del fratello, niente sapendo però, che Damon non ha potuta aiutarla perché non era stato invitato ad entrare in casa (cosa che solo alla fine del libro si scoprirà), e infuriato se ne va dal gruppo, abbandonandoli. Intanto Klaus ha preso Caroline, invitando Stefan a raggiungerlo nel bosco di notte, da solo, per 'parlare da gentiluomini', e lui dopo aver intimato violentemente agli amici umani di non seguirlo, si reca nel bosco, armato solo di una lancia di frassino, l'unico legno che può uccidere un originario. Ma ovviamente, nè Matt, nè Meredith, nè la dolce e spaventata Bonnie, fanno ciò che gli è stato ordinato, seguendo così Stefan nel bosco, e avvertendolo in tempo dell'agguato di Tayler dietro le sue spalle. E mentre Matt si avventa su Tayler, Meredith libera Caroline, e Stefan combatte contro Klaus, Bonnie guarda spaventata ciò che accade agli amici in pochissimi secondi: Matt viene lanciato contro un albero e rimane privo di sensi, Meredith scontratasi insieme a Bonnie contro Tayler rimane gravemente ferita alla gamba, e Stefan sta morendo sotto le mani di Klaus.. fino a quando non interviene Damon, venuto a salvare il fratello. Ma nè la rabbia, nè il dolore per il fratellino, riesce a dare a Damon la forza necessaria per scontrarsi contro Klaus, il quale liberatosi di Damon, torna all'attacco verso Stefan, che in fin di vita, accasciato per terra, è protetto dal corpo di Bonnie, la quale in preda al dolore e al terrore lancia una disperata richiesta d'aiuto. E la richiesta viene accolta. E' una notte d'estate: la vigilia del solstizio d'estate. La notte in cui la linea che separa il mondo reale da quello irreale è talmente sottile da permettere agli spiriti inquieti morti nelle terre di Fell's Church di risorgere, per mettere fine al sangue versato, per mettere fine a Klaus. E questa armata ha un condottiero. No, una condottiera. Elena. La quale, morto Klaus, salva la vita di Stefan, cura Matt, e Meredith, e Caroline, e infine anche Damon, donando loro la luce che la componeva, e sparendo dopo averlo fatto, lasciando uno Stefan estremamente addolorato. Ma il suo dolore, se non il suo amore permette un altro miracolo. Un balenio di luce e di colori fa breccia al centro della radura, lasciando poi spazio a 'Qualcosa di bianco, una figura spettrale, ma all'apparenza più consistente. Una figura piccola e rannicchiata, che non poteva essere altroche quel che sembrava ai suoi occhi.'. Elena.
Beh non c'è altro da aggiungere a ciò che ho appena scritto, per quel che riguarda la trama del libro. Posso solo dire che questo è stato uno dei libri più belli, ed emozionanti che io abbia letto: mi sentivo dentro il libro, come mi accade quando vedo uno di quei film in cui c'è tanta azione, ma anche sorpresa nel vedere cose che non avresti pensato, e che ti riempono infinitamente di gioia. Ci sono state molte scene che mi hanno fatto piangere di tristezza come quando è morta Sue, o di gioia come quando Damon è tornato a salvare il fratello, o quando Elena è apparsa insieme all'armata, o quando Elena è finalmente tornata riabbracciando le amiche, gli amici, e il suo Stefan. E devo dire che non mi aspettavo tutto questo.. non mi aspettavo questa emozione, commozione, e affetto per i personaggi, soprattutto per il fatto che avevo già un' Elena, o uno Stefan nella mia vita; ma questi, pur essendo completamente diversi dai personaggi del telefilm mi hanno fatto innamorare lo stesso. Alla fine, hanno solo il nome uguale, perché i personaggi sono diversi, e la vicenda è diversa, quindi è come se fossero due cose completamente diverse, anzi, lo sono.


''«Le hanno riempito i capelli di lacca», singhiozzò. «Sue non ha mai usato la lacca. È terribile». Chissà perché, in quel momento, le sembrò la cosa peggiore di tutte.''


''«Non ci sono scuse per mollare solo perché sembra che finiremo col perdere. Dobbiamo tentare... perché l'alternativa sarebbe rinunciare».''


''Fra le braccia aveva un angelo, splendido, fremente di vita e di bellezza. Un essere di aria e fuoco. Elena rabbrividì poi, con gli occhi chiusi, sollevòla bocca verso di lui. Il bacio sciolse le ultime resistenze. Risvegliò ogni senso sopito in Stefan, disperdendo e cancellando ogni ostacolo. Il giovane sentì cedere ogni controllo, quel controllo che era stato così difficile mantenere da quando l'aveva persa. Tutto nel suo animo si stava scuotendo, tutti i nodi si sciolsero, ogni barriera crollò. Sentì scivolare giù le lacrime mentre la stringeva a sé, desiderando fondersi con lei, perdersi in lei fino a diventareuna cosa sola. Così niente avrebbe più potuto separarli.''


''Gli occhi di Bonnie erano troppo offuscati da una danza di puntini grigi per distinguere la scena, ma sentì chiaramente la voce che risuonò nella radura, fredda e arrogante, carica di condanna. «Sta' lontano da mio fratello». [...] Gli occhi erano completamente neri, con le pupille dilatate al massimo. Tutta la violenza a stento contenuta, quella spaventosa energia trattenuta, era svanita. S'inginocchiò e toccò la testa bruna posata sulla terra. «Stefan?». Bonnie chiuse gli occhi. Damon ha paura, pensò. Damon ha paura – Damon! – e io, oh Dio, io non so cosa fare. Non c'è nulla da fare – ed è tutto finito e siamo tutti perduti e Damon ha paura per Stefan. [...] Aveva preso la mano di Stefan, senza alcunimbarazzo, come se la cosa fosse del tutto logica e sensata. [...] «Non mi importa proprio niente della loro vita», sibilò Damon. Anchequella era verità, si disse Bonnie, per niente offesa. Lì c'era una sola vita che Damon aveva a cuore, e non era la propria.''


''È così che inizia la fine. Così semplicemente, con una sola parola, e tustai per morire in una notte d'estate. Una notte d'estate in cui la luna e lestelle brillano in cielo e i falò ardono come le fiamme che i druidiaccendevano per rievocare i morti. «Bonnie, vai», le disse Stefan con voce sofferente. «Scappa finché sei intempo». «No», replicò Bonnie. Mi spiace, Elena, non sono in grado di salvarlo.Questo è tutto quel che posso fare. Poteva aspettare che Stefan morisse così, invece che con i denti diKlaus piantati nella gola. Non sembrava fare molta differenza, ma era il massimo che lei potesse offrire.''


''A quel punto Bonnie capì. Stavano arrivando. Da oltre il fiume, dove c'era il vecchio cimitero. Dal bosco, dove erano state scavate innumerevoli tombe di fortuna per gettarvii corpi prima che marcissero. Gli spiriti inquieti, i soldati che avevanocombattuto ed erano morti lì durante la guerra civile. Un'armatasoprannaturale aveva risposto alla sua richiesta di aiuto.Stavano prendendo forma ovunque. Erano centinaia. Adesso Bonnie riusciva a distinguere dei volti. Le sagome confuse andavano assumendo vaghe sfumature di colore, come pallidi acquerelli. Vide una parvenza di blu, un barlume di grigio. C'erano sia confederati che soldati dell'Unione. Bonnie intravide una pistola infilata in una cintura, il luccichio di una sciabola decorata. I galloni su una manica. Una folta barba nera; una lunga, curata barba bianca. [...] Il suolo di Fell's Church stava restituendo i suoi sanguinosi ricordi. Gli spiriti di coloro che vi avevano perso la vita erano di nuovo in marcia. E Bonnie riusciva a percepire la loro rabbia. Questo la intimorì, m aun'altra emozione stava nascendo dentro di lei, qualcosa che le fece trattenere il respiro e stringere più forte la mano di Stefan. Perché l'armata di nebbia aveva un condottiero.'' 


''Bonnie rimase sfacciatamente a osservarli, sentendo che quella felicità inebriante stava traboccando in lacrime. Sentiva un groppo in gola, ma queste erano lacrime dolci, non lacrime salate di dolore, e sorrise ancora. Era sporca, fradicia d'acqua, e non era mai stata così felice in vita sua. Aveva voglia di ballare, di cantare e di fare ogni sorta di sciocchezze.''


''21 giugno, ore 7,30
Solstizio d'estate Caro diario,oh, è tutto così pazzesco da spiegare, e non ci crederesti comunque. Vado a letto. Bonnie''


sabato 3 dicembre 2011

Miele nero di Winchester Alice

13:38 2 Comments

Miele nero
di Winchester Alice
Listino: € 9,80
Editore: Mamma
Pagine: 380, brossura
Lingua: Italiano
EAN: 9788887303490
Data uscita: 01/2011




Trama (feltrinelli):
Gabriel ha uno sguardo screziato di nero che è impossibile trovare in altre creature, siano esse mortali, demoni o vampiri; e un'illogica, assoluta determinazione a proteggere Alissa e la sua innocenza. Alissa lavora nel ristorante del padre e ha solo 18 anni. E nessuna delle tre anime di Gabriel è conciliabile con il suo mondo. La passione incontenibile e la maledizione più crudele bruciano nel cuore di una Torino magica e pericolosa in cui le streghe non staranno a guardare. Tra amuleti di ametista, pugnali dalla lama liquida e circhi delle meraviglie in cui nessuno è ciò che sembra, il sangue nero di Gabriel si rivelerà dolce come miele e letale come veleno.


Questo libro mi è stato prestato dalla mia frufru, e sapevo già quale fosse la storia prima ancora di leggerlo.. ma ammetto che è stato incredibilmente meraviglioso lo stesso!! Mi ha rapita, stregata, ed ammaliata, con la sua passione travolgente, e la sua impacciataggine amorosa che il più delle volte mi strappava una risata!!
Gabriel è un figo da paura. Non c'è altro modo per descriverlo! E ovviamente entra a far parte del quartetto di statue greche: Daniel, Edward e Stefan. Ma a differenza di loro, è quello più 'umano' dal punto di vista sentimentale: Edward è il principe azzurro che ogni ragazza cerca, sempre attento ad ogni esigenza; Daniel è il tormentato amore di una vita eterna, tenebroso, scostante ma tremendamente magnetico; Stefan è il vampiro dal cuore tenero, pronto ad aiutarti sempre e che non maschera la sua natura; tutti sono innamoratissimi, e pur impreparati ad un amore così grande e travolgente, rimangono comunque in un modo o nell'altro abbastanza 'composti'. Gabriel, invece, è impacciato. E' confuso, non sa che pesci prendere, non sa come comportasi, è indiscutibilmente impreparato ad un amore così travolgente e rovente, da sembrare incredibilmente umano, con le sue parolacce sempre a portata di bocca e ai suoi pensieri sempre così frizzanti e divertenti. La trama della storia è molto intrecciata, e quindi non starò qui a descriverla, consapevole del fatto che riuscirei a riempire il blog, quindi mi soffermerò solo nelle parti che più mi hanno colpita:


Sophia: ''Le parole che dirò sono per colui che è diviso tra tre mondi. Sarai libero di scegliere se varrà la pena di lottare per l'unica cosa che ti rende umano. A te che hai compiuto l'abominio, salvato dal fuoco e condannato dall'acqua sarai, davanti al migliore dei mali ti piegherai. Solo con la tua morte, pace mi darai.''


Gabriel: ‎''E se quel sentimento, quell' 'amore' o come si chiamava, in realtà non fosse stato altro che un virus? Magari aveva prolificato indisturbato nell'organismo e adesso mi stava intaccando gli organi. [...] Poi eravamo rimasti da soli. Alissa e io. Avrei dovuto prenderla lì e saziarmi del suo corpo in ogni modo, la fantasia non mi mancava di certo, e invece l'avevo appena sfiorata. Patetico stupido mezzosangue infetto. [...] No. Merda, o trovavo una soluzione oppure trovavo una soluzione. Le avevo anche proposto di fare una 'passeggiata'. Una passeggiata. Da dove mi era uscito? E cosa si faceva in questa fantomatica passeggiata? Lo ignoravo.''


Don Juan De Marco: ''..Ci sono solo quattro domande che contano nella vita: cosa è sacro, di cosa è fatto lo spirito, per cosa vale la pena vivere e per cosa vale la pena morire.. la risposta, ad ognuna, è la stessa: solo l'amore.''


Gabriel: ''Non so per quanto tempo restammo là dietro, nascosti a tutto il mondo, a baciarci come se fosse l'ultima volta che potevamo farlo. La consapevolezza che stavamo facendo la cosa più giusta di tutte arrivò come un'eco lontana e si rovesciò su entrambi, facendoci sorridere. E non m'importava più di nient'altro nell'universo. Eravamo fuoco.''


Gabriel: ''Rividi tutto. Un ragazza che mi inondava con un getto di acqua gelata. Quella stessa ragazza che mi sorrideva imbarazzata e in preda ad un cuore impazzito. Quella stessa ragazza alla quale avevo rubato il bacio che mi aveva sconvolto, spezzato, acceso, e bruciato. Quella stessa ragazza alla quale avevo mentito e fatto del male. Quella stessa ragazza che avevo dovuto lasciare sulla panca gelida, dura, di un androne, soltanto per allontanare il suo destino dal mio. Quella stessa ragazza che apparteneva ad un'altra vita ma che avevo ritrovato grazie al destino, o a qualsiasi cosa fosse, e ora si trovava accanto a me. Alissa.''


Alissa: ''[...] Il sapore fu qualcosa di sbalorditivo. Un sapore sublime. Cioccolata densa, leggermenta amara, deliziosamente piccante, gustosamente tiepida, stva scendendomi giù nella gola con foga. Divina, perfetta. Mi aggrappai ancora meglio a Gabriel e continuai a nutrirmi con voracità, dimentica di gentilezze. [...] Oddio, ma quanto avevamo aspettato? Era una cosa unica, sarei sicuramente morta d'infarto con tutte le sensazioni che mi travolgevano in quel momento. Stavo volando.''



♥ ''Cosa provi quando pensi a lei,
ora che l'hai incontrata?''
''Niente. Non provo niente.''
mentì veloce, sibilando tra i denti ♥



lunedì 7 novembre 2011

Il linguaggio segreto dei fiori di Vanessa Diffenbaugh

23:57 0 Comments
Il linguaggio segreto dei fiori
di Vanessa Diffenbaugh
Listino: € 18,60
Editore: Garzanti
Collana: Narratori moderni
Pagine: 344, rilegato
Lingua: Italiano
EAN: 9788811686613
Data uscita: 05/05/2011

Trama (feltrinelli):
Victoria ha paura del contatto fisico. Ha paura delle parole, le sue e quelle degli altri. Soprattutto, ha paura di amare e lasciarsi amare. C'è solo un posto in cui tutte le sue paure sfumano nel silenzio e nella pace: è il suo giardino segreto nel parco pubblico di Portero Hill, a San Francisco. I fiori, che ha piantato lei stessa in questo angolo sconosciuto della città, sono la sua casa. Il suo rifugio. La sua voce. È attraverso il loro linguaggio che Victoria comunica le sue emozioni più profonde. La lavanda per la diffidenza, il cardo per la misantropia, la rosa bianca per la solitudine. Perché Victoria non ha avuto una vita facile. Abbandonata in culla, ha passato l'infanzia saltando da una famiglia adottiva a un'altra. Fino all'incontro, drammatico e sconvolgente, con Elizabeth, l'unica vera madre che abbia mai avuto, la donna che le ha insegnato il linguaggio segreto dei fiori. E adesso, è proprio grazie a questo magico dono che Victoria ha preso in mano la sua vita: ha diciotto anni ormai, e lavora come fioraia. I suoi fiori sono tra i più richiesti della città, regalano la felicità e curano l'anima. Ma Victoria non ha ancora trovato il fiore in grado di rimarginare la sua ferita. Perché il suo cuore si porta dietro una colpa segreta. L'unico capace di estirparla è Grant, un ragazzo misterioso che sembra sapere tutto di lei. Solo lui può levare quel peso dal cuore di Victoria, come spine strappate a uno stelo. Solo lui può prendersi cura delle sue radici invisibili. Solo così il cuore più acerbo della rosa bianca può diventare rosso di passione.

Ho cercato di scrivere questa piccola recensione in molti modi.. e non ci sono riuscita.. le parole escono in modo sbagliato, non riescono ad esprimere quello che io voglio dire, vorrei spiegare cosa mi ha fatto provare questo libro mentre lo leggevo, ma penso che le parole, in questo caso, non mi siano utili. Ecco perchè.. userò un altro linguaggio.. quello dei fiori!

Cardo - Misantropia
Victoria, odia tutto e tutti, abbandonata nella culla, è passata da una famiglia all'altra, senza mai trovare l'amore che profondamente cercava, ma che rifiutava con tutte le sue forze. L'unica persona che era riuscita ad abbattere momentaneamente le barriere del suo cuore era Elizabeth, l'unica donna che avrebbe voluto come madre, ma che il fuoco le portò via.. insieme alla fiducia, all'amore e alla possibilità di avere una famiglia. L'unica cosa che le rimaneva di lei era il suo linguaggio, quello dei fiori.

Rododendro - Stai attento
Otto anni dopo, Victoria è maggiorenne e deve fare i conti con la vita e la difficoltà nel viverla da sola, senza aiuto né appoggio. Dopo un periodo di vagabondaggio, riesce a trovare lavora da una fiorista, Renata, una donna all'apparenza burbera e indifferente a tutto, che si mostrerà invece una buona amica, tanto da prendersi la briga di trovargli una stanza per dormire ed un lavoro sicuro per vivere. 
Grazie a questo lavoro, Victoria, rincontrerà un personaggio del suo passato: Grant, il nipote di Elizabeth; non riconosciuto subito inizierà con questo una conversazione basata sul linguaggio dei fiori: Rododendro (sta attento), Vischio (supero tutti gli ostacoli), Bocca di leone (presunzione), Pioppo bianco (tempo), e Cardo.

Giunchiglia - Desiderio
''Le mani di Grant caddero sulle mie ginocchia. Le presi e me le portai al viso, premendole sulle labbra, le guance, le palpebre. Poi me le passai intorno al collo e lo tirai più vicino. La mia fronte toccò la sua. Chiusi gli occhi e le nostre labbra si incontrarono. Le sue erano piene e morbide, anche se l'accenno di baffi mi pungeva la pelle. Grant trattenne il respiro, e io lo baciai di nuovo, più a fondo questa volta, voracemente. Avanzai strisciando con le ginocchia sul marciapiedi per sentirlo più vicino e baciarlo ancora, più intensamente e più a lungo, per fargli capire quanto mi era mancato.''
Il rapporto con Grant, maturò piano piano, con pazienza e devozione da parte di quest'ultimo; le reazioni di Victoria erano inaspettate: poteva gradire la sua carezza o esserne indifferente, poteva accettare il contatto con desiderio o poteva rifiutarlo; ma l'intimità cresceva, e anche l'amore di Grant..

Frassinella - Parto

''Dovevo andarmene, in fretta e in silenzio, prima che Grant scoprisse il motivo della mia fuga. Lo avrei ferito, ma sarebbe stato meno doloroso che restare a guardarmi impotente mentre facevo i bagagli e gli portavo via il bambino per sempre. La vita che desiderava per noi era irrealizzabile. Era meglio che non sapesse mai di averla sfiorata.''
''...lei aprì gli occhi e guardò nei miei. Mi aspettavo paura o rabbia, invece vidi solo sollievo. Non l'avrei più lasciata.''
''Ancora prima di rendermi conto che stavo piangendo, una lacrima cadde dalla punta del mio mento alla sua guancia. Quando la goccia le arrivò a un angolo della bocca, lei raggrinzì le labbra rosse per la sorpresa. Scoppia a ridere e piansi più forte, Il perdono e l'amore senza riserve che leggevo nei suoi occhi mi terrorizzavano. Mia figlia, come Grant, meritava molto più di quanto potessi darle.''

Muschio - Amore materno
''Quando la cesta fu pronta, sollevai la bambina addormentata e la adagia dolcemente sulla coperta di muschi. Amore materno. Era l'unica cosa che potevo offrirle. Un giorno, sperai, lo avrebbe compreso.''
''I muschi crescono senza radici.''
''<<Come si chiama?>> chiesi. <<Hazel>>, rispose Grant. Era un nome femminile, ma anche il fiore del nocciolo: riconciliazione. Grant tirò un'ostinata radice di digitaria, evitando il mio sguardo. <<Ho pensato che un giorno ti avrebbe riportata da me.>>''
''Il vigneto era silenzioso. Hazel si staccò da lei e guardò oltre le viti, verso la casa. I suoi occhi assonnati seguirono la linea del tetto fino alle finestre dl primo piano. Quando si girò verso di me, ebbe un sussulto, come se si fosse dimenticata della mia presenza, poi sorrise: un lento, timido, raggiante sorriso. Tese le braccia verso di me e lanciò dei gridolini di gioia. Quel suono aprì una crepa nel guscio che mi avvolgeva il cuore, come un acuto infrange un bicchiere di cristallo.''
''Quella sera Hazel avrebbe dormito per la prima volta con me. Le avrei letto una storia e l'avrei cullata sulla sedia a dondolo. Poi avremmo cercato di addormentarci. Forse mia figlia si sarebbe sentita intimorita e io inadeguata, ma ci avremmo riprovato, una settimana dopo l'altra. Con il tempo avremmo imparato a conoscerci e io avrei saputo darle, come ogni madre alla figlia, un amore imperfetto e senza radici.''

Mi è molto piaciuto questo libro..mi ha suscitato diversi sentimenti, e tutti erano profondi ed intensi. La misantropia che affligge Victoria è un sentimento che chiunque ha provato: odio e sfiducia verso il resto del mondo. E anche tutti gli altri sentimenti, che vengono descritti in maniera così metaforica alla botanica, ma in modo tale che possano essere capiti, e vissuti nello stesso millisecondo in cui vengono letti.. L'amore non è descritto come quel sentimento rosa che molti libri interpretano, è descritto tramite insicurezza, paura, e indifferenza; anche il contatto fisico è descritto in maniera del tutto cruda e priva di romanticismo, ma riesce ad esprimere lati di un sentimento che si può provare in quel momento tanto intimo, come la solitudine e l'inadeguatezza. Descrive passo dopo passo come si possa evolvere un rapporto, e non come questo non si crei velocemente come per magia, ma come si crea piano piano: sbagliando e riprovando. Ma pur essendomi incredibilmente affezionata all'amore incondizionato di Grant per Victoria, della sua pazienza, e della sua fiducia; non è questo l'amore che mi ha tanto colpita, è l'amore materno: quello di Victoria per la figlia, e quello di Hazel per la madre. E anche questo amore, a differenza delle normali storie, non è descritto come l'epilogo della felicità di coppia, o come il lieto fine, è un amore difficile che ti prende e risucchia tutte le energie, che ti mette di fronte diverse difficoltà, e che pur essendo ricambiato non è meno facile. Ma alla fine, è sempre una la verità in ogni storia d'amore, che sia tra una donna ed un uomo, o tra madre e figlia, o tra amici: conoscersi, sbagliare e riprovare senza mai stancarsi, e amarsi, di un amore imperfetto ma sincero.

''Non mi fido, come la lavanda.
Mi difendo, come il rododendro.
Sono sola, come la rosa bianca, e ho paura.
E quando ho paura, la mia voce sono i fiori.''