Hitomi Kanzaki, primo anno di scuola superiore. Una ragazza dolce e spensierata, con una grande passione per l'atletica leggera e una giocosa inclinazione alla lettura dei tarocchi. Una ragazza come tante, innamorata del più ammirato dei suoi senpai, l'affascinante velocista Susumu Amano. Eppure, all'orizzonte del suo destino, arcane forze si addensano come una coltre di oscure nubi, intrecciando le trame della più incredibile delle avventure. Un'avventura che ha inizio con una dichiarazione d'amore bizzarra, ma che si sarebbe dimostrata fatale... Poi una corsa contro il tempo, scandito dall'oscillare di un antico ciondolo, e una grande luce abbagliante, da cui emergono uno strano ragazzo e uno spaventoso drago. E dalle sorti del loro disperato combattimento, Hitomi sarà trascinata in un viaggio fantastico fino al misterioso mondo di Gaia, al di là del cielo e della Luna. Un pianeta verde popolato da uomini e bestie, dove a fianco del giovane Van Fanel e del suo gigantesco guymelef Escaflowne, Hitomi sarà destinata a diventare l'elemento chiave di un oscuro progetto da cui dipenderà il futuro dell'intera Gaia. Van e Hitomi, insieme ad alleati e nemici che incontreranno durante il loro cammino, dovranno cercare di sopravvivere in questo problematico scenario evitando che la guerra porti alla distruzione del mondo di Gaia. E, al tempo stesso, dovranno chiarire i confusi sentimenti che provano l'uno nei confronti dell'altra. L'episodio finale mette ben in risalto la "morale" della storia: l'uomo possiede una naturale inclinazione alla guerra e ad uccidere; soltanto l'amore può neutralizzare questa tendenza umana. Da un'idea del geniale Shoji Kawamori e dalla matita dell'acclamato Nobuteru Yuki, la serie animata che ha stregato il pubblico giapponese, rivoluzionando il concetto stesso di fantasy. Terre incantate, giganti meccanici, duelli mortali, grandi amori, in un'avventura indimenticabile vissuta ne I Cieli di Escaflowne.
I cieli di Escaflowne è stato il secondo anime (il primo fu Inuyasha) che ho visto su MTV... Ero probabilmente in seconda media, e guardando un martedì sera MTV mi sono imbattuta in questo anime dai disegni particolari. Abituata ad uno stile prettamente shoujo, con grandi occhi e bellissime ragazze, trovavo particolarmente interessanti i tratti di questi personaggi, nei quali spiccavano nasi lunghi e all'insù! Anche la protagonista, che di norma risulta essere la più carina, aveva un fascino abbastanza particolare con quei capelli alla maschiaccio!
Ma oltre all'interesse nato dai disegni, e al teso rapporto tra Van, di cui all'epoca mi innamorai, e Hitomi, ciò che più mi colpì fu la forte presenza magica che, ai tempi, un po' per colpa dei trascorsi con "The Charmed", e un po' per i fumetti come "Isa e Bea", o le "W.i.t.c.h.", mi incantava come null'altro!! Inoltre, non meno importante dell'acceso interesse per i tarocchi e la chiaroveggenza di cui era provvista Hitomi, mi incantarono le splendide ali di Van (ultimo discendente della stirpe dei draghi divini), e come queste si spalancassero quando il suo interesse nella salvaguardia di Hitomi diventava impellente. Ai tempi lo trovavo estremamente bello, pur consapevole dei tratti marcati e decisi che poco si avvicinavano ai miei canoni estetici in fatto di ragazzi-anime.
L'anime è costituito da 26 episodi, e nella prima parte non è molto affrontato il rapporto tra Van ed Hitomi, anzi, proprio all'inizio Hitomi sembra più che altro essere interessata ad Allen, un cavaliere aitante e donnaiolo di cui si scoprirà il passato nel corso degli episodi. Van, al contrario, sembra mostrare un certo interesse fin dall'inizio, per la giovane proveniente dalla "Luna dell'illusione". Con l'avvicinarsi delle battaglie, e soprattutto con l'avvicinamento di Allen verso Hitomi, questa si mostrerà più incerta nei suoi sentimenti per il bel cavaliere; e scoprirà infine che ciò che provava per lui era solo una debole infatuazione, e che la persona a cui, veramente, aveva donato il suo cuore è invece il giovane re di Fanelia: Van.
Ciò che mi ha infastidito di questo anime è proprio il rivelarsi dei sentimenti di Hitomi nell'ultima puntata... per 25 puntate si pensava che lei provasse solo preoccupazione ed affetto per il giovane re, mentre invece alla fine accade l'impensabile! Ma, non solo lo sbocciare del loro amore avviene alla fine, non è neppure duraturo, poiché Hitomi torna sulla terra ed è destinata a non vedersi mai più con il suo grande amore. E oltre il danno, la beffa: alla fine della puntata si vede Hitomi che guarda verso il mare, e nelle cui rocce vede spuntare l'immagine di Van con le ali spiegate a cui dice:Beh, di certo un finale più brutto e stupido non potevano darlo. 😠ðŸ˜❛❛Non preoccuparti Van, sto bene.❜❜
A parte questa delusione incredibile sul finale riguardante i due protagonisti, devo dire che l'anime non è stato malaccio. Gli altri personaggi trovano comunque la loro strada: chi ritrova la sorella, chi trova la forza per non appoggiarsi costantemente agli altri, e chi invece comprende la forza dei desideri, e come questi possano essere, per quanto forti o nobili, fonte di danno verso le altre persone. Come dice la trama stessa, quest'anime, come molti altri che ho visto, ha uno sfondo psicologico che tende a far osservare a chi lo guarda, come l'uomo sia debole quando viene sopraffatto dai desideri, che in quanto tali lo rendono egoista; e spiega che come unica cura a questa inclinazione naturale, e innaturale, a farsi la guerra, vi sia solo l'amore.
Voto: 8.



